Oggetto del libro è il business plan o piano industriale delle
imprese, di quali parti si compone e come si costruisce.
Il tema può ormai sembrare scontato, ma la problematica
è molto complessa e il testo la affronta in modo mirato a
seconda della tipologia di aziende e situazioni: aziende in
equilibrio economico-finanziario, start-up, imprese in crisi.
Nel fare ciò, integra la descrizione della metodologia con
numerosi casi ed esempi tratti dalla realtà aziendale.
è necessario evitare che il piano venga inteso come una
semplice previsione di numeri economico-finanziari, conseguenti
a valori storici rilevati in anni recenti, con il rischio
di bypassare o sottovalutare ciò che del piano è la vera essenza,
cioè gli indirizzi strategici di business, gli obiettivi e
i fattori critici di successo per raggiungerli, i piani d’azione
con i relativi progetti.
Gli Autori distinguono le tre tipiche situazioni aziendali, in
cui il problema del business plan assume configurazioni alquanto
diverse. Le finalità prevalenti sono di corretto management
per le imprese “sane”, anche se assume notevole
rilevanza la funzione di informazione a potenziali finanziatori
esterni o altri soggetti. Per le start-up il ruolo informativo
a soggetti finanziatori di varia estrazione, condizione
per l’avvio dell’iniziativa, è invece decisivo. Le imprese in
crisi, a loro volta, devono dimostrare ai creditori e ad altri
soggetti che intervengono nelle procedure previste dalla
legge che il progetto di turnaround intrapreso è destinato
ad avere successo.
Il libro è rivolto innanzitutto al mondo delle aziende e a
quello dei consulenti che le supportano in sede di pianificazione
strategica e/o in altre fasi a questa collegate. Per la sua
impostazione metodologica, completata dall'illustrazione di
casi aziendali, è utile anche agli studenti universitari di corsi
di laurea magistrale d’impronta manageriale o di corsi postlaurea,
come master in Business Administration o simili.