Egea
Gioventù smarrita

 

Restituire il futuro a una generazione incolpevole. Una sfida epocale che l’Italia deve vincere dopo mesi di pandemia che hanno sconvolto il nostro presente.


“L’Italia, afferma Galasso, non è un paese per giovani, e meno ancora lo è stata durante il coronavirus. È vecchia nell’età media dei suoi insegnanti, degli impiegati pubblici, e persino dei medici in prima linea. È un paese vecchio perché pretende, giustamente, il rispetto per gli anziani e le loro famiglie, ma poi si dimentica di aiutare i giovani a crescere. E a costruirsi un futuro”.

 

E con il Covid19 si è imposta una nuova narrativa intergenerazionale: giovani untori e anziani vittime. Una narrativa falsa, perché non sono stati i giovani a fungere da untori. Inutile, perché i giovani hanno reagito bene alle restrizioni. Pericolosa, perché i giovani hanno sofferto durante la pandemia e ne porteranno le cicatrici più a lungo di tutti.

 

Dall’abbandono scolastico, alla DAD, alla fatica nel trovare il primo impiego e quindi al rischio nel conseguire la progressione di carriera al PNRR e al suo utilizzo per rimarginare le cicatrici.

 

Il libro fornisce un quadro di queste diverse forme di sofferenza giovanile, dall’inizio della diffusione del Covid19 fino ai giorni recenti, in cui la pandemia sembra in via di esaurimento. E lo fa attraverso l’uso di nuovi dati sulla condizione psicologica dei giovani, sulla DAD, sul mercato del lavoro, frutto di un esteso progetto di raccolta dati internazionale.

 

Il volume presenta delle proposte concreteper migliorare la condizione giovanile in Italia e ospita anche le proposte di due think tank di giovani per stimolare il dibattito sul futuro.

 

Perché alla pandemia l’Europa ha scelto di reagire con un piano dal nome promettente: Next Generation EU. Per l’Italia, che accede all’ammontare di risorse più ingente ma accende il mutuo più ragguardevole, la sfida è epocale: restituire il futuro a una generazione incolpevole.

 

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