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Egea a Bookcity, 15-18 novembre 2018

10/10/2018

Egea sarà tra i protagonisti di Bookcity 2018, in programma a Milano dal 15 al 18 novembre 2018, con numerosi incontri con i nostri autori:

 

Giovedì 15 novembre, ore 13.00

"Bitcoin: rischi e opportunità delle monete virtuali"

Libreria Egea, Sala Lettura

PROTAGONISTI: Luca Fantacci, autore di "Per un pugno di bitcoin", Federico Ferrazza

Uscito a inizio 2016, con grande anticipo sui tempi, il libro di Amato e Fantacci continua a rappresentare un punto di riferimento per chiunque voglia capire l’innovativo sistema di pagamento basato sulla blockchain. Diversi fatti rilevanti sono occorsi dall’uscita della prima edizione: dalla comparsa di numerose nuove criptovalute all’emissione di bitcoin da parte delle banche centrali, fino al debutto da record di future basati sui bitcoin quotati alla Borsa di Chicago nel dicembre 2017 e al loro tonfo a distanza di soli pochi giorni. La tesi di fondo rimane però salda: il bitcoin non è denaro!

 

Giovedì 15 novembre, ore 18.00

Libreria Egea, Sala Lettura

"La sconfitta del Sessantotto"

PROTAGONISTI: Michele Battini, autore di "Un sessantotto", Luca Sofri

La sconfitta del Sessantotto fu l’anticipazione della sconfitta della sinistra italiana e dei suoi partiti, alla fine degli anni Ottanta. Da quel movimento si sarebbe potuta sviluppare una cultura politica diversa, un’idea di democrazia partecipativa fondata sulla cittadinanza e sul lavoro. Srotolando all’indietro il film della storia, vengono ripercorse le straordinarie potenzialità e i limiti di una politica che condusse a una corsa contro il tempo e allo slittamento verso una radicalizzazione destinata alla sconfitta. La genealogia intellettuale di questo Sessantotto riporta alla luce gli errori, ma anche la forza di un possibile rinnovamento culturale, che invece non fu.

 

Venerdì 16 novembre, ore 17.30

Libreria Egea, Sala Lettura

"Dieci anni dalla grande crisi: cosa abbiamo imparato (e cosa no)"

PROTAGONISTI: Emilio Barucci, autore di "Chi salverà la finanza", Magda Bianco, Veronica De Romanis, Paolo Foglizzo, Francesco Giavazzi, P.G. Marchetti, Gianmario Verona

Un incontro-dibattito a 10 anni dall’evento simbolo della crisi finanziaria, il fallimento di Lehman Brothers, sull’ “eredità” di quegli eventi che hanno investito istituzioni e cittadini alle diverse longitudini e latitudini. Il tema della “buona finanza” appare ancora un “work in progress”, in cui si confrontano il richiamo all’etica e le riflessioni su un’adeguata architettura del sistema sulla base dei suoi principi fondanti, con un occhio anche alle innovazioni che hanno e stanno caratterizzando il settore. L’evento prende spunto dalla pubblicazione del libro Chi salverà la finanza. A dieci anni dalla crisi l’etica non basta, di Emilio Barucci.


Sabato 17 novembre, ore 10.30
ISPI – Palazzo Clerici, Sala Corte
"Quanto ci costa la spesa militare?"
PROTAGONISTI: Raul Caruso, autore di "Chiamata alle armi", Danilo De Biasio, Michele Migone, Francesco Vignarca

Fino a che punto è vero che la spesa militare può trainare la crescita di un paese? Quale ambigua relazione intercorre tra ricerca, sviluppo tecnologico e corsa agli armamenti? Pur generando ritorni positivi per un numero di persone, la guerra non contribuisce allo sviluppo di una società e non è uno stimolo alla crescita dell’economia nel suo complesso. Al contrario, i costi legati al riarmo creano un danno in termini di conseguenze negative sui fattori effettivi di sviluppo e di deterioramento della qualità della democrazia. Inoltre sono costi “irrecuperabili”, sostenuti senza condurre ad alcun ritorno economico positivo nel futuro.
 

 

Sabato 17 novembre, ore 16.00
ISPI – Palazzo Clerici, Sala Corte
"La democrazia è in crisi?"
PROTAGONISTI: Gianfranco Pasquino,autore di "Deficit democratici", Massimo Rebotti, Salvatore Veca


Che cosa si intende per democrazia e che cosa ne sappiamo realmente? Cosa sta dietro la tanto citata “crisi della democrazia”? Tutte le democrazie cercano un equilibrio fra la rappresentanza delle preferenze, delle identità, degli interessi dei cittadini e la capacità dei governi di prendere decisioni coerenti con tale rappresentanza. Nessuna è in grado di evitare momentanei deficit di rappresentanza e di decisionalità, ma tutte, anche quelle deficitarie, dispongono di possibilità di apprendimento e di (auto)correzione. Allo stesso modo, le elezioni sono intrinsecamente imperfette ma restano il modo meno sbagliato di scegliere i nostri governanti, poiché elaborano qualsiasi conflitto possa sorgere nella società in termini di libertà e di pace. Chi si astiene contribuisce al deficit democratico.

 


Sabato 17 novembre, ore 19.00
Borsa Italiana, Sala Gialla
"La guerra (cyber) al potere"
PROTAGONISTI: Francesco Bechis e Paolo Messa, autore di "L'era dello sharp power"

Manipolazione, distrazione, controllo: sono queste le armi, sempre più cibernetiche, della guerra globale dell’informazione contemporanea. L’obiettivo non è più quello di affascinare o persuadere, bensì modellare percezioni e comportamenti del pubblico di tutto il mondo per ottenere consenso e di vincere le guerre per l'affermazione delle leadership globale.

 


Domenica 18 novembre, ore 12.00
Civica Scuola Interpreti e Traduttori "Altiero Spinelli" - Fondazione Milano, Aula S06
"Quando le parole raccontano un mondo"
PROTAGONISTI: Paolo Branca, Giuseppe Cassini, autore di "Alfabeto arabo-persiano", Mirka Daniela Giacoletto Papas

Tanto l’alfabeto quanto la lingua araba “affascinano e intimoriscono” i profani. L’alfabeto arabo ha sviluppato nel tempo una raffinatezza calligrafica e una libertà espressiva che non ha eguali negli alfabeti europei. È un alfabeto ricco di suoni, non tutti familiari all’orecchio di un europeo: per una corretta resa fonetica, gli arabi hanno dovuto inventare 28 lettere più altri 14 segni grafici. E a questa ricchezza di fonemi corrisponde anche una straordinaria ricchezza di vocaboli. A partire da 61 parole chiave che rappresentano ciascuna un aspetto saliente della cultura araba e di quella persiana, ne scopriremo la storia e i caratteri distintivi.


Domenica 18 novembre, ore 12.30
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci, Sala Cenacolo
"Non è un Paese per giovani"
PROTAGONISTI: Francesco Cancellato, autore di "Nè sfruttati nè bamboccioni", Andrea Pezzi

In un contesto mondiale in cui tutto sembra volgere a favore dei giovani – l’avanzamento tecnologico, la predisposizione alla flessibilità, la sfida delle nuove competenze per un’industria 4.0 – l’Italia si configura come un’anomalia. Le scelte politiche compiute in diversi campi, dall’istruzione alle riforme del lavoro, dalle politiche per diminuire il gender gap al welfare, non hanno favorito la stabilizzazione dei giovani italiani nel mercato, anzi hanno aumentato la distanza tra scuola e lavoro, accrescendo a tal punto la sfiducia nei confronti della formazione da dar vita al triste fenomeno dei neet.
La questione generazionale è il centro nevralgico attorno al quale si addensano molti, se non tutti, i problemi italiani: risolverla è un imperativo categorico e morale.
 

 

Domenica 18 novembre, ore 14.00
Teatro Franco Parenti, Digital Studio
"Intelligenza umana e artificiale: un mix perfetto"
PROTAGONISTI: Cosimo Accoto, autore de "Il mondo dato", Philip Di Salvo, Francesco Morace, autore di "Futuro+Umano", Alessandro Vitale, autore di "Artificial Intelligence"

L'Intelligenza Artificiale sarà presto lo strumento più potente a disposizione dell’uomo. Essa è potente nella predizione e perfettamente funzionale al raggiungimento di un obiettivo ma esclude l’immaginazione, elemento fondamentale per un pensiero strategico in grado di affrontare il futuro. Quali sono i limiti dell’Intelligenza Artificiale? Quali i rischi da gestire per mantenere al centro l'essere umano? Il valore aggiunto dell’umano è la tensione utopica verso un futuro che si desidera e la scommessa sta nella sua capacità di nutrirsi dei nuovi dati che avrà a disposizione per costruire un mondo migliore.


Domenica 18 novembre, ore 17.00
Borsa Italiana, Sala Gialla
"Alle radici dell’innovazione"
PROTAGONISTI: Massimiliano Magrini, autore di "Fuori dal gregge", Luca De Biase

L’innovazione vera si produce solo quando la scienza arriva a tradursi in tecnologia e il mondo delle imprese si dimostra capace di tradurne il potenziale in valore concreto, cioè in soluzioni davvero capaci di accrescere il benessere della collettività. Per fare innovazione, la componente culturale è essenziale: si deve partire da un modo diverso di pensare e di vivere e sviluppare un pensiero divergente che sappia sganciarsi dai modelli tradizionali per segnare uno stacco rivoluzionario.