Egea

scheda prodotto

ALEX GIORDANO

SOCIETING 4.0

OLTRE IL MARKETING. UNA VIA MEDITERRANEA PER LA TRASFORMAZIONE DIGITALE AL TEMPO DELLA PANDEMIA

EGEA

Carta 16,00 (-5%) DISPONIBILITÀAlta

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Il mind set mediterraneo ci suggerisce una strada per governare la complessità contemporanea nei tempi della network society: un approccio di innovazione tecnologica e sociale votato ad un concetto olistico di sostenibilità insieme economica, sociale ed ambientale.

 

Già a partire dagli anni ’90 si parla di societing (neologismo coniato dal francese Bernard Cova dall’unione delle parole “society” e “marketing”) per evidenziare come le imprese siano diventate dei network sociali dove i consumatori sono dei co-produttori, grazie alla loro capacità di generare legami sociali e simbolici intorno ai prodotti. Il marketing delle vendite di massa è dunque una cosa passata.
A distanza di 30 anni, ci troviamo oggi di fronte ad una complessità aumentata dove le tecnologie 4.0, i dati e l’intelligenza artificiale hanno un impatto sulle nostre esistenze ma non stanno realizzando quella rivoluzione sociale ed economica promessa. Se non bastasse, la pandemia da Covid-19 sta facendo emergere tutte le contraddizioni di un modello economico estrattivo, mettendo ancora più in luce la nostra difficoltà a creare una struttura sociale adatta a sfruttare le potenzialità delle tecnologie evolute per un benessere diffuso e in grado di far fronte alla complessità del presente.

Risulta sempre più evidente che, per sopravvivere, il sistema deve cambiare radicalmente eppure - allo stesso tempo - sembriamo rimanere bloccati in una sorta di eterno presente. Secondo l’autore, il problema più grande non è una scarsità di idee né di persone disposte a impegnarsi per un cambiamento concreto: quello che manca è un nuovo modello organizzativo, una nuova filosofia d’impresa che sia capace di capitalizzare queste risorse e di dar loro una nuova direzione.

Nasce da qui la necessità di ripensare al concetto di Societing, che deve trasformarsi in Societing 4.0: i cambiamenti e le innovazioni devono essere considerati come processi insieme sociali, economici e rispettosi dell’ambiente. Nel libro viene presentato in particolare un nuovo paradigma di sviluppo e di convivenza socio-economica che si ispira alle caratteristiche storiche, geografiche e simboliche del Mediterraneo.

Collana: CONVERGENZE CULTURALI

Data Di Pubblicazione: 11-2020

Numero Pagine: 116

ISBN/EAN: 9788823846777

Formato: Carta

I commenti degli utenti

  • Ilaria Paliferi

    “Nessuno ha mai scritto, dipinto, scolpito, modellato, costruito o inventato se non, di fatto, per uscire dall’inferno” (Antonin Artaud) Questa è una citazione utilizzata come introduzione per uno dei capitoli del libro; da quando ho letto questa frase e ho iniziato a leggere Societing 4.0 ad oggi che mi trovo a scrivere queste quattro righe, vivo in una realtà completamente diversa, ma per fortuna il libro oltre a servirmi come grande spunto di riflessione, è stato per me motivo di grande speranza per il futuro. La lettura del libro è stata veramente leggera dal punto di vista della struttura ma allo stesso tempo intensa per quanto riguarda i temi trattati da Alex Giordano: ad ogni spunto offerto dall’autore seguiva una riflessione personale. Viviamo in un mondo che è stato completamente trasformato dall’uomo, è l’Antropocene caratterizzato da globalizzazione e interconnessione, che cerca sempre di più di trasformare la Terra. Il problema è che stiamo andando in una direzione sbagliata. Come facciamo a saperlo? È semplice direbbe l’autore, la pandemia è un chiaro segnale di quanto detto, “una prova generale” che dà messaggi inequivocabili. Per questo l’Uomo e la società tutta devono cambiare e, per salvarsi, devono conservare e mantenere quanto possibile, attuando però un cambio di traiettoria che stavolta si indirizzerà in una combinazione di tradizione e innovazione. A fare da sfondo e allo stesso tempo da protagonista indiscusso c’è il Mediterraneo. Infatti il sogno dell’autore è proprio quello che il Mediterraneo possa un giorno ritornare ad essere una luce per il mondo intero così come lo è stato per decenni in epoche passate. È fondamentale rivolgere uno sguardo al passato, non per vivere in esso ma per imparare. Secondo il modello Societing 4.0, il Mediterraneo può essere non solo un luogo fisico ma anche culturale dove rilocalizzare le PMI e grazie all’indispensabile supporto di tecnologie d’avanguardia. È possibile puntare su artigianalità, ruralità, tradizione e tanto altro per modificare i processi di produzione e rivalutare quei luoghi del sud Italia che hanno tanto da offrire all’Italia stessa e al mondo intero nonostante però non siano ancora apprezzati. È quindi facile comprendere come questo libro possa essere fonte di speranza per il futuro: continuamente per chi proviene dal sud come me, sente dire di vivere in un luogo senza futuro, da cui scappare, un luogo per lo più senza presente poiché considerato un “non ancora” e quindi qualsiasi investimento sarebbe inutile e controproducente. Io invece forse per l’incoscienza che contraddistingue la mia età e il mio carattere a queste parole ci penso ma non ci ho mai creduto veramente perché spero in un futuro radioso al Sud anche per la generazione di persone che tra poco saranno adulte o che già lo sono. Poi ci sono persone che similmente oltre a crederci, pensano anche a soluzioni effettive. Essendo napoletana mi rendo conto che è molto importante la classica arte fattasi ormai autoctona “dell’arrangiarsi”, non nel senso di vivere con poco, ma semplicemente intesa come il tentativo di trovare soluzioni non convenzionali ai più elementari problemi. Quali sono queste soluzioni? Un esempio è la Dieta Mediterranea in quanto bagaglio culturale, storico, emozionale e non per ultimo nutrizionale che ognuno di noi si porta dentro utile a creare dei ponti. Infine interessante sarebbe puntare su concetti quali lentezza (vista come una modalità per investire il proprio tempo cercando di godere di ogni singolo istante), autonomia di territori come Napoli e il sud che hanno tanto da offrire e infine equilibrio tra individualismo e appartenenza ad una comunità. Prefissandosi come l’obiettivo finale di riguardare a questi luoghi: sia nel senso di “avere riguardo” che di “ritornare” in questi luoghi con il supporto di tecnologie ed intelligenze collettive necessarie a far comunicare le varie comunità. Consiglio quindi vivamente la lettura di questo libro soprattutto ai giovani che cercano una strada e non si arrendono, giovani che invece di cambiare luogo in cui vivono, vogliano cambiare IL luogo in cui vivono.

  • Raffaele

    Alessandro Giordano, professore presso l’Università Federico II di Napoli, è ritenuto nel settore un precursore per quanto riguarda la trasformazione digitale e l’innovazione sociale. Già fondatore – insieme a Mirko Pallera – del primo blog sul marketing non-convenzionale NinjaMarketing.it e già autore – insieme al Prof. Adam Arvidsson – del saggio Societing Reloaded: Pubblici produttivi e innovazione sociale, Giordano è il responsabile scientifico del programma ricerca-azione omonimo che dà il titolo all’opera. Societing (unione tra society e marketing) 4.0 è un saggio in cui si propone una nuova traiettoria alla teoria proposta per la prima volta nel 1993 da Bernard Cova, professore dell’EuroMed di Marsiglia: l’impresa, dopo essere diventata a tutti gli effetti un attore sociale si affaccia ora a questo nuovo paradigma che Giordano chiama Via Mediterranea, alternativa ai modelli della Silicon Valley e dell’Industria 4.0. Il bacino mediterraneo diventa sintesi di culture diverse, ma accomunate dallo stesso mare, dove è possibile immaginare un’idea altra in cui far collidere tradizione e innovazione tecnologica, ripensando così i rapporti nel triangolo società-economia-ambiente. Un Mediterraneo south-driven per superare una volta per tutte la cosiddetta questione meridionale, da troppi anni utilizzata come una comoda giustificazione ai mancati progressi, in special modo nel Sud Italia; una trazione bottom-up e geograficamente “dal basso” per dare una nuova declinazione alle comunità locali ed erigere un ponte tra il passato e il futuro, tra il concetto di “comunità” e quello di “community”. Una Via Mediterranea che poggia su basi salde; una di esse è la Dieta mediterranea, di cui l’Italia è capofila insieme ad altri Paesi che si affacciano sullo stesso mare. Buon cibo strettamente legato alla sostenibilità dell’intera catena, dalla produzione alla distribuzione; buon cibo che come la stessa UNESCO stabilisce non significa solo nutrirsi, ma rispecchia a livello globale una precisa identità con precise caratteristiche. Unico neo, forse, l’assenza di una filosofia che brandizzi ed esporti la Dieta mediterranea così come deve essere, mentre invece finisce sempre più per essere trasmessa con regole improvvisate da sfruttatori di un marchio non registrato, oppure minacciata da prodotti che si spacciano per quello che non sono. Manca una strategia comunicativa che patrocini secoli di competenze tramandate nel tempo fino ad oggi, l’esperienza contadina e agricola, i rapporti fondati sullo scambio e la contaminazione, il tutto sempre con in mente la tutela dell’ambiente. La Via Mediterranea ha sotto i piedi e nel passato un tesoro di valore inestimabile che non aspetta altro che essere capitalizzato. Capitalizzato sì, ma non di certo alla maniera dell’Industria 4.0, o della Silicon Valley, esempi di come le tecnologie sono tanto la cura, ma anche il veleno del presente, e che soprattutto non danno l’idea di star davvero cambiando il mondo, di star davvero provvedendo a portare una rivoluzione tanto attesa. Societing, invece, propone l’incontro tra tecnologie e piccole medie imprese, e perché no, tra università e territorio, con in mente una combinazione di idee che offra un vantaggio in entrambi i sensi. E un vantaggio per il Sud, così come spero in prima persona poiché vi appartengo.

  • Salvatore

    Un testo illuminante sull'ormai ineludibile esigenza di tornare a fare dell'economia un aspetto delle relazioni social fondato su principi di maggiore equità sociale ed ambientale.

  • Salvatore

    Un testo illuminante sull'ormai ineludibile esigenza di tornare a fare dell'economia un aspetto delle relazioni social fondato su principi di maggiore equità sociale ed ambientale.

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