Egea

Startupper in azienda

Per non disperdere il potenziale nascosto dobbiamo consentire alle persone di dare consigli non richiesti e prendersi la libertà di «uscire dal seminato».

Oggi il mondo sta subendo enormi sconvolgimenti e cambiamenti ecologici, sociali, demografici, tecnologici. In questo ambiente competitivo, caotico, turbolento e in rapida evoluzione che è diventato la “nuova normalità”, le organizzazioni stanno lottando per sopravvivere usando i metodi tradizionali di gestione e leadership: dall’alto verso il basso, lineari, guidati dal controllo, caratterizzati da ruoli e processi codificati e da una netta separazione fra pensiero ed esecuzione. Ma il terreno è cambiato e la mappa non è più adeguata: in un’economia basata sulla conoscenza, questa concezione non regge più perché non tiene conto del talento, della creatività e dell’energia della maggior parte delle persone.
E se le pe​rsone sono, e saranno sempre, decisive per costruire la competitività delle imprese, diventa fondamentale chiederci che tipo di persone serviranno alle aziende da qui in avanti. C’è un fenomeno da tenere d’occhio ormai largamente confermato dagli studi sull’argomento: le generazioni più giovani (ma non solo) sono sempre più attratte dalle imprese che creano un impatto positivo nel mondo che le circonda e sono sempre meno soddisfatte da prospettive professionali lineari, rivendicando non solo il diritto al lavoro, ma a un lavoro non noioso. Le persone di valore vogliono lavorare per realtà che sanno rinnovarsi, nei principi, negli stili, ma soprattutto nei processi e negli spazi di autonomia che mettono a disposizione. Per attrarre, formare, motivare questi talenti occorre allora ripensare i processi di innovazione, facendo leva sullo spirito di iniziativa e sulla capacità degli individui di lasciare un segno nell’ambiente dove lavorano. In altre parole, farli somigliare più a imprenditori che a “impiegati”.
La tesi di questo libro è che si può diventare imprenditori all'interno di un’organizzazione senza doversi mettere in proprio. Gli intrapreneurs – ossia le persone che portano un’anima da startup nel corpo di un’impresa consolidata e si comportano di conseguenza - hanno una grande responsabilità: saper incanalare la propria energia e la propria ambizione per rafforzare l’azienda. I diversi modelli di intrapreneurship hanno infatti lo scopo di accelerare la crescita dei risultati aziendali accelerando la crescita delle persone. Per raggiungere questo obiettivo, due sono gli ingredienti essenziali: da un lato, aziende disponibili a creare e mettere a disposizione spazi di espressione non momentanei e persone pronte a occuparli con coraggio e impegno; dall'altro, poche ma chiare regole per gestire tali spazi e una cassetta degli attrezzi per trasformare problemi e sfide in soluzioni concrete.
Come sostiene l’autore del libro, “Il talento non si forma, si sfida. Talenti mediocri hanno bisogno di direttori, grandi talenti di abilitatori”. In quest'ottica è stato sviluppato all’interno della Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo il programma “UP – Unlock Potential”.
Il libro è stato progettato per consentire una lettura su più livelli, facilitata da una grafica vivace che guida il lettore in percorsi specifici a seconda delle sue esigenze.
I diritti d’autore maturati dalla vendita del libro saranno devoluti dall’autore a Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus (www.fondazioneintesasanpaoloonlus.org).


 

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